La Galleria mellonella, nota come tarma maggiore della cera è un lepidottero infestante degli alveari di Apis mellifera. Diffusa in tutto il mondo è nota dall’antichità quale nemico degli alveari. Deriva il suo nome da Mellona, la dea romana dell’apicoltura.
Allo stato di larva matura misura 3 cm. circa, ha colore grigio brunastra o grigio giallastro più chiaro al ventre, con capo e scuto protoracico castano-rossastri, pseudozampe anali della larva di prima età più sviluppate delle altre.
La crisalide è di color rosso-mattone. L’ adulto è invece di colore grigio-topo con ali anteriori dello stesso colore (al centro di ciascuna si nota un’area sbiadita con macchiette bruno- rossastre) e con il margine distale incavato, soprattutto nel maschio, il quale presenta, inoltre, un’area dilatata alla base della costa (visibile alla faccia inferiore). Le ali posteriori sono bruno-grigiastre.
Le femmine adulte, che cominciano a sfarfallare all’inizio della primavera, dopo un breve periodo di attività notturna all’esterno, ritornano nelle arnie e depongono varie centinaia di uova in croste, sulle pareti interne o sui favi. Dopo l’incubazione, che dura da 1 a 3 settimane (una sola settimana con una temperatura tra 26º ed i 28 ºC), nascono le larvette che, spostandosi agilmente (fino a saltare) con l’aiuto di pseudo-zampe anali, iniziano la loro attività di devastazione dei favi, scavando gallerie attraverso la cera di cui si nutrono direttamente, integrando però questa dieta con polline ed altri residui organici presenti nelle celle. La loro agilità e la loro protezione sericea le mettono spesso al riparo dall’assalto delle api.
Attraverso 5-9 età le larve raggiungono la maturità in circa un mese e, portatesi fuori dai favi si costruiscono bozzoli biancastri e robusti, spesso disposti parallelamente tra loro a causa del’istinto plesiotropico delle larve, le quali in questo periodo riescono anche a corrodere il legno per ottenere una migliore adesione dei bozzoli stessi.
Nei paesi caldi (India, Egitto) la specie può arrivare fino al tetravoltinismo; in Italia 2-3 generazioni l’anno, con sfarfallamento continuo di adulti fino a settembre-ottobre e svernamento da larva in diapausa facoltativa o anche, occasionalmente, da uovo o da crisalide.
Se favorita da scarsa cura dell’alveare e scarsa pulizia dei magazzini (anche qui attacca la cera) può costituire una preoccupazione seria per gli apicoltori che devono curare il mantenimento delle arnie in condizioni di pulizia e vigore; ciò consente, ad esempio, all’ape ligustica di sopraffare il parassita.
E’ però molto resistente all’attacco di microrganismi, pur non mancando di nemici naturali (esempio il braconide Apanteles galleriae WILK.- Calcidoidei, Tricogrammatidi oofagi).
In apicoltura viene utilizzato il Bacillus thuringiensis per la lotta biologica biologica.
Con l’adattamento a diete artificiali, la Galleria ha acquistato importanza quale ospitatore intermedio di entomofagi in laboratorio. L’allevamento si fa con popolazioni non soggette a diapausa. La sua resistenza ai microrganismi la favorisce in questo ruolo.
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